Natale: festa Cristiana ?
Il Natale non è la festa dei cristiani
A Natale il mondo frenetico e convulso di tutti i giorni sembra quasi fermarsi e la stragrande maggioranza della gente, magari per un solo giorno, si lascia ammaliare dai messaggi di pace e di amore che echeggiano ovunque. Questa atmosfera natalizia fa sentire tutti “più buoni” e disponibili verso gli altri, ma ben presto tali sentimenti vengono soffocati dai mille problemi ed egoismi della vita quotidiana.
E’ vero che ci sono coloro che festeggiano il Natale con sincerità e profonda partecipazione, ma sono una minoranza. Per tutti gli altri, invece, il Natale diventa solo una fugace ed ipocrita occasione per tacitare la propria coscienza, fingendosi “religiosi” per un attimo.
Ma cos’è mai il Natale? Universalmente è ritenuta una importante “festa cristiana”, consolidata da una solida tradizione secolare. In realtà, però, è soltanto una festa pagana mascherata di religiosità, una festa che non è mai stata comandata da Dio né mai è stata insegnata da Gesù nel Vangelo.
Cerchiamo di capire, allora, alla luce delle Sacre Scritture, se sia giusto festeggiare il Natale quale “festa del Signore”.
La Bibbia insegna chiaramente che Gesù non è nato il 25 dicembre. Il Vangelo di Luca, infatti, ci descrive in modo molto accurato la nascita di Gesù (Luca 2,1-10) ma volutamente omette la data in cui è nato (né anno, né mese, né giorno), fornendoci invece queste due preziose informazioni:
• il censimento ordinato da Augusto costrinse Giuseppe e Maria, assieme a molti altri, a recarsi nella città in cui erano nati; però, date le difficoltà che c’erano in quei tempi per spostarsi, nessun governatore avrebbe voluto rendersi impopolare ordinando, nella stagione invernale, un censimento che avrebbe causato alla popolazione ovvi problemi derivanti dal cattivo tempo e dal freddo.
• “i pastori stavano nei campi e facevano di notte la guardia al loro gregge”. Anche in Palestina le notti sono rigide e ancora oggi i pastori lasciano le greggi all’aperto soltanto durante la stagione mite.
Volendo allora stabilire, se non una data precisa, almeno un periodo per la nascita di Gesù, questo cadrebbe in primavera o in estate, e certamente non in pieno inverno!
Ma allora, come si è arrivati a festeggiare il 25 dicembre? Tralasciando, per motivi di brevità e di spazio, tutte le fasi storiche precedenti (compreso il fatto che il calendario civile romano celebrava in questo giorno il solstizio d’inverno, cioè il Natale del “sole invitto”), si giunge al 380 d.C. quando l’imperatore Teodosio proclama il Cristianesimo religione ufficiale dell’Impero e proibisce i culti pagani, così che molti pagani, per non rischiare il “taglio del collo”, si fanno Cristiani unicamente per opportunità, senza alcuna conversione al Cristianesimo ma, anzi, portandosi dietro tutto il loro bagaglio di tradizioni e di superstizioni.
Da tale situazione, che colpì duramente il Cristianesimo nella sua purezza originaria, ebbe origine il fenomeno oggi conosciuto come “cattolicesimo”.
Il cosiddetto Natale, dunque, altro non è che una festa pagana che per i primi 300 anni dell’era Cristiana non ha avuto nulla a che vedere con le cose del Signore.
Un esempio significativo sul divieto di celebrare le “feste religiose” ci vien dato dall’Apostolo Paolo che così scrive ai Cristiani della Galazia, i quali volevano continuare ad osservare feste non più conformi all’adorazione spirituale che Dio richiede anche ai Cristiani di oggi: “Voi osservate giorni, mesi, stagioni e anni. Io temo di essermi affaticato invano per voi” (Lettera ai Galati 4,10-11).
E non dimentichiamo ciò che Dio stesso disse agli Ebrei, tramite il profeta Isaia, quando celebravano le feste da Lui comandate senza avere la giusta interiorità: “Cessate dal recare oblazioni vane; il profumo io l’ho in abominio; e quanto ai noviluni, ai sabati, al convocar radunanze, io non posso soffrire l’iniquità unita all’assemblea solenne. I vostri noviluni, le vostre feste stabilite l’anima mia li odia, mi sono un peso che sono stanco di portare” (Isaia 1,13-14). Se Dio disse queste parole agli Ebrei, che pur facevano la Sua volontà, figuriamoci che cosa direbbe oggi il Signore a coloro che vogliono osservare festività che Egli non si è mai sognato di comandare, quale ad esempio il Natale!
I veri Cristiani devono dunque bandire i falsi rituali (dei quali il Natale è degno rappresentante) per ricominciare a fare quanto Dio stesso ordina: “Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel Regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli” (Vangelo di Matteo 7,21).
admin @ Dicembre 25, 2007